I Mori di Venezia: Rioba, Sandi e Afani. - un minuto di lettura-
I tre fratelli mori non erano raffinati mercanti di stoffe, tutt’altro. I tre marocchini (per la precisione) erano i primi spacciatori della storia veneziana ed italiana. Grazie ai loro contatti con l’Ordine degli Assassini in Terra Santa (e la compiacenza dei Cavalieri Crociati), agli inizi del 1100, saturarono il mercato veneziano con haschisch, marijuana, cocaina, benzedrine, anfetamine, bibite gassate e colorate, etc. etc.. Crearono una città di dediti al vizio.
Dei fratelli il Rioba (il cui nome deriva da “roba”) era quello che oltre a spacciare faceva un gran consumo delle sue merci. Era il meno lucido negli affari e la preoccupazione dei fratelli Sandi ed Afani. Passa alla storia della medicina perché fu il primo ad essere sottoposto ad un trapianto di nasobiomeccanico dopo l’usura derivante dal forte vizio. Erano più potenti del Doge stesso. All’acme del loro successo diedero una grande festa in onore di “Maria”, per promuovere un lotto di Marijuana appena arrivata dall’oriente. La festa degradò velocemente e poche persone rimasero in grado di intendere e di volere. Apparve a tutti contemporaneamente la Santa Maria Maddalena, i più non ci fecero caso pensando fosse un effetto della sostanza psicotropica. Ma la Santa, senza proferire parola, pietrificò i tre fratelli ed il loro assistente Rullo trasformandoli in statue. Forse perchè indispettita dal mancato invito all’evento mondano più importante del 1100, o magari -fuorviata dal nome- indispettita dal fatto che la festa non era in suo onore. A tutt’oggi le statue dei quattro mori fanno mostra di loro nel campo veneziano che ha preso il loro nome: Campo dei Mori. La leggenda dice che sfregare il naso della statua del Rioba a tutt’oggi provochi una certa sensazione di ebrezza.
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